
La l. 231/2001, innovando storicamente il sistema penale italiano, ha introdotto una nuova forma di responsabilità, denominata "amministrativa", degli enti per fatti di reato commessi dai loro organi o, comunque, da soggetti posti al vertice degli stessi, qualora tali reati (indicati tassativamente) siano stati commessi nell'interesse o a vantaggio dell'ente e questo non si sia dotato di modelli organizzativi idonei a prevenire la commissione di illeciti penali.
Si tratta di un nuovo tipo di responsabilità, denominata amministrativa visto il carattere "personale" della responsabilità penale sancito dall'art. 27 co. 1 Cost., che, tuttavia, a quest'ultima si avvicina assai: si è parlato, invero, di una sorta di "frode delle etichette". Infatti, il procedimento per accertare tale nuovo tipo di illecito è quello penale e il presupposto di esso è, appunto, la commissione di un reato da parte dei soggetti di vertice dell'ente.
Quanto alle sanzioni previste, si tratta di sanzioni pecuniarie, sospensive ed interdittive, cui si può aggiungere la confisca e la pubblicazione della sentenza di condanna.